Bonedog-Casa-di-Ossa-Eve-H.D-Rotten-Perfect-Mouth

Tornare a casa è terribile,
che i cani ti lecchino la faccio o no;


che tu abbia una moglie
o una solitudine travestita da moglie che ti aspetta.
Tornare a casa è terribilmente desolante,
tanto da farti pensare
all’oppressiva pressione atmosferica
da cui sei appena uscito,
con affetto,
perché tutto è peggio
quando sei a casa.

Pensi ai parassiti
che si aggrappano ai fili d’erba,
alle ore passate in viaggio,
al soccorso stradale e ai gelati,
alle forme bizzarre di alcune
nuvole e ai silenzi
con desiderio, perché non volevi tornare.
Tornare a casa è
semplicemente terribile.

I silenzi della casa e le nuvole
contribuiscono solo
al malessere generale.
Le nuvole, così come sono,
sono sospette.
Sono diverse da quelle
che ti sei lasciato alle spalle.
Tu stesso sei stato ricavato
da un tessuto nuvoloso diverso,
restituito,
avanzato,
pessimo al chiaro di luna,
infelice di essere tornato, allentato nei punti sbagliati.
Un completo squallido,
stracciato, logorato.

Torni a casa
stralunato, straniero;
La forza gravitazionale terrestre
uno sforzo raddoppiato,
trascini le scarpe slacciate
e le spalle,
incidendo più a fondo
la preoccupazione sulla tua fronte.
Torni a casa incupito,
un pozzo prosciugato legato al domani
da un fragile filo di…

Ad ogni modo…

Sospiri davanti alla bufera dei giorni identici,
andrebbero bene anche uno alla volta…

Beh…
Ad ogni modo…
sei tornato.

Il sole va su e giù
come una puttana stanca,
Il tempo è immobile
come un arto rotto
mentre tu continui a invecchiare.
Niente si muove, tranne
le mutevoli mare di sale nel tuo corpo.
La tua vista si offusca.
Porti con te il tuo tempo,
la grande balena blu,
un’oscurità emaciata.

Torni
con la vista a raggi X.
Hai gli occhi bramosi.
Torni a casa con i tuoi doni mutanti,
in una casa di ossa.
Tutto ciò che vedi adesso,
ogni cosa: ossa.

Eva Haralambidis-Doherty
da “Rotten Perfect Mouth”
2015

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