Muffa - Racconto

Ti stai facendo la doccia. I tuoi pensieri che evaporano.

– Nuovo attentato a Kabul… 130 morti…

Chiudi il rubinetto. Esci dal box. Stai sgocciolando ovunque ma i tuoi piedi sono a secco su un ruvido tappetino da 3 euro. Ti infili l’accappatoio e intravedi la tua sagoma nello specchio, è deforme e umida.

– Trovata la testa di una donna in zona Parioli… era dentro una busta di plastica accanto all’entrata di un minimarket…

Apri la finestrella del cesso e i tuoi pensieri ora si disperdono nell’aria come onde sonore a bassa frequenza. Ti affacci, guardi un cielo in 4k e per un istante i contorni delle cose appaiono così definiti da non sembrare reali.

– Secondo gli inquirenti la droga sarebbe arrivata su un volo privato partito dalla costa del Messico…

Ti asciughi e fissi quella macchia nera di muffa che si estende in metastasi sul soffitto del cesso. Le spore si ramificano attraverso l’intonaco screpolato, con striature che tendono al blu, e pensi all’universo in espansione, pianeti gassosi raggi gamma e stelle al collasso. Prima o poi la devi rimuovere.

– Oltre 56 i dispersi in mare…

Raggiungi il soggiorno, ti abbandoni sul divano a guardare la TV, ti accendi una sigaretta e senti il monossido espandersi attraverso gli alveoli polmonari e il catrame che si deposita lentamente come la cenere su Hiroshima.

– Dolce e tenera Lara, perché sei sparita quella notte a Berlino? Ricordo solo il tuo sorriso sfumato di rosso e la luce soffusa del Berghain che ti innaffiava il volto…

Un’altra boccata.

– Il virus ha raggiunto gli Stati Uniti.

Cade un po’ di cenere sul divano consunto dell’Ikea, la soffi via. Cambi i canali, scrolli i feed, ascolti l’ultima uscita su Spotify.

Sono due mesi ormai che hai perso i capelli, non dovresti fumare. L’ultima volta ti hanno detto che il tumore si è fermato ma tu lo senti, lo vedi, lo ascolti sempre. È dappertutto.

– Michael vivrà ancora a Tokyo? Sono cinque anni ormai… o forse sei? Ho perso il conto.

Ti sembra di sentire un’esplosione, no, è solo un tuono in lontananza.

– Smacchia e lava in profondità! Smacchia e lava in profondità!

Ritorni in bagno, prendi candeggina e spugna e ti metti a rimuovere la macchia di muffa. Gratti l’intonaco che se ne viene, l’odore è pungente, ti servirebbe una mascherina.

Un po’ di olio di gomito e la macchia è sparita. Ma tu senti ancora il bisogno di una doccia.

© Rodolfo Veneziani

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