"Sole" - La Scatola Nera blog letterario

Aprì gli occhi intorpiditi dal sonno, mangiucchiò un paio di biscotti, bevve un sorso di caffè e uscì dal suo appartamento riconsegnandolo al silenzio.

Mentre camminava con la sua andatura sbilenca che sembrava una continua sfida all’equilibrio, si ricordò che fosse febbraio, il mese più corto dell’anno, e decise di fare un giro al parco. Man mano che avanzava tra le vie, il torpore che il suo corpo aveva accumulato durante la notte si disperdeva nell’aria gelida, oltre le grida dei passanti e le insegne dei negozi.

Raggiunse il parco, vide una panchina un po’ sgangherata ma ben isolata e vi si sedette. Fu in quel momento che il sole apparve tra le nuvole: gli sembrò uno di quegli elefanti che decidono di finire i loro ultimi giorni in solitudine e pensò a se stesso come a una pietra su cui il respiro del sole veniva a morire nei giorni d’inverno, come alle labbra dove il suo sorriso veniva a sformarsi, come alle palpebre contro cui il suo sguardo si infrangeva.

Poi chiuse gli occhi, lasciò che il calore lo avvolgesse e pensò che qualcosa o qualcuno a milioni di chilometri di distanza stava bruciando proprio come lui, in quell’istante, su quella panchina un po’ sgangherata ma ben isolata.

© Rodolfo Veneziani

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